miart 2026 presentata la trentesima edizione della fiera, 17-19 aprile Milano

Seleziona la lingua/Traduci

Milano, 25 marzo 2026Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026 (VIP preview giovedì 16) e celebra questo importante traguardo valorizzando la propria storia e aprendosi a nuovi orizzonti.

Con il titolo New Directions – omaggio all’omonima raccolta delle incisioni realizzate nel ’63 da John Coltrane (1926-1967) in occasione del centenario dalla sua nascita – miart 2026 fa propria la capacità del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l’innovazione e abbraccia una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della sua identità, a partire dalla nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife, pronto ad essere interpretato come uno spartito bianco.

Suddivise in tre sezioni Emergent, Established ed Established Anthology160 gallerie provenienti da 24 Paesi raccontano oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del primo Novecento alle ricerche più attuali. Un percorso che conferma miart come la fiera con la più ampia estensione cronologica e come una piattaforma capace di accogliere e rappresentare una pluralità di voci, celebrando il passato e al tempo stesso volgendo lo sguardo verso molteplici futuri.

Sezioni, gallerie e progetti speciali: il ritmo del nuovo layout

Come un’improvvisazione jazz che accosta memoria e innovazione in un dialogo vibrante, sezioni storiche e nuove prospettive sono protagoniste di un layout rinnovato che si articola su tre livelli distinti, concepiti per accompagnare i visitatori in un’esperienza di scoperta progressiva della fiera.

Ad accogliere il pubblico al piano d’ingresso trova posto Emergent, punto di partenza del percorso espositivo, che offre l’opportunità di scoprire le ultime tendenze dell’arte contemporanea attraverso una selezione di gallerie il cui programma è volto alla sperimentazione. La sezione, curata da Attilia Fattori Franchini, cresce, quest’anno, coinvolgendo 29 gallerie provenienti da tutto il mondo e conferma ancora una volta la sua posizione di riferimento internazionale. I 26 progetti espositivi affrontano temi come identità, memoria, corpo, strutture sociali e cambiamento climatico, attraverso pittura, scultura, ceramica, opere tessili, video e fotografia, con una forte presenza di artiste donne protagoniste di solo show e installazioni site-specific concepite ad hoc per la fiera.

La sezione storica Established ospiterà, al Level 0 della South Wing, 111 gallerie i cui progetti attraversano in modo organico l’arte del Novecento fino al tempo presente, mettendo in dialogo maestri dell’arte moderna, ricerche contemporanee e progettualità legate al design da collezione e d’autore. In questo ampio orizzonte, Established conferma la vocazione distintiva della fiera: far convivere tempi, media e genealogie diverse in un racconto in cui la contemporaneità si costruisce attraverso continuità, deviazioni, ritorni e nuove aperture. Tra gli stand emerge una pluralità di visioni: dai solo show monografici ai dialoghi generazionali, dai confronti tra moderno e contemporaneo ai focus su movimenti, geografie e materiali. Ne nasce una vera e propria costellazione di progetti in cui pittura, scultura, installazione, ceramica e fotografia diventano strumenti per indagare le trasformazioni del presente.

Al piano superiore prende forma la nuova sezione Established Anthology, che riunisce 20 gallerie internazionali attorno a un comune obiettivo: raccontare la complessità, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Le opere esposte indagano ciclicità, metamorfosi, memoria, salti temporali e futuri possibili, creando un dialogo continuo tra i linguaggi del moderno e le pratiche più attuali. Attraverso esposizioni tematiche, focus monografici e accostamenti generazionali, i progetti celebrano figure storiche e artisti contemporanei, esplorando le dimensioni di tempo, spazio e trasformazioni culturali. Established Anthology conferma così l’approccio di lunga data di miart, che considera la storia dell’arte non come una sequenza lineare, ma come un orizzonte vivo di ritorni, riscritture e anticipazioni.

A miart 2026 debutta inoltre il progetto speciale Movements, dedicato all’immagine in movimento e nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Curato da Stefano Rabolli Pansera, il programma presenta 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie, esplorando, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista.

Il tema di Movements: If Music indaga il rapporto tra musica e cinema come spazio di possibilità, in cui il film non è più narrazione ma vibrazione, ritmo e risonanza. Le opere presentate mostrano come il suono possa trasformare percezione, spazio e corpo, generando nuove forme di esperienza.

Organizzata in cinque movimenti, la rassegna attraversa: Materia e paesaggio, dove immagini e suoni emergono come campi di risonanza; Voce e traduzione, in cui la dissonanza diventa spazio collettivo e politico; Spazio ritmico, trasformato in architetture di loop e ripetizioni; Coreografia, dove il corpo è partitura, memoria e archivio vivente; Ritmo del lavoro, che rivela il potere trasformativo del gesto quotidiano.

Nel suo insieme, Movements: If Music propone un modo nuovo di vedere e ascoltare: la musica non accompagna le immagini, ma le genera, aprendo un territorio polifonico da abitare.

miart 2026 crea uno spartito di visioni eterogenee, in cui ogni progetto diventa nota di un accordo più ampio, generando un dialogo tra tempi, linguaggi e generazioni, e dando vita a un’esperienza collettiva in cui passato, presente e futuro dell’arte risuonano insieme e aprono nuove direzioni e possibilità creative.