Il concetto di “farm to table” è oggi sulla bocca di tutti. Anche nella nostra Osteria
Paradeis il legame diretto tra agricoltura e cucina ha un ruolo centrale. In questa newsletter vogliamo ripercorrere le origini di questa idea, la sua connessione con la biodinamica e le opportunità che porta con sé nella quotidianità della cucina.
Farm to Table – cosa significa davvero?
Che sia “chilometro zero”, “Slow Food” o “organic dining”, tutti questi concetti perseguono lo stesso obiettivo: avvicinare l’agricoltura alla gastronomia.
“Farm to table” significa che prodotti come verdura, frutta o carne arrivano direttamente dal maso alla cucina, senza passaggi intermedi. I vantaggi sono percorsi brevi, prodotti freschi e meno imballaggi.
Anche da noi agricoltura e gastronomia si intrecciano: nei vigneti pascolano buoi e mucche, alleviamo maiali, galline, oche e tacchini. Coltiviamo ortaggi, frutta, erbe e cereali che finiscono nell’Osteria Paradeis, nella cantinetta dei collaboratori o trasformati in specialità.
Il tutto è arricchito dalla collaborazione con partner biologici e biodinamici della regione.
Agricoltura e gastronomia nel tempo Non è un’idea nuova: nelle società antiche era naturale vivere dei prodotti della propria terra.
Solo con globalizzazione e industrializzazione si sono diffusi lunghi percorsi commerciali, fast food e piatti pronti.
Dagl’anni ’70 “farm to table” vive una rinascita. Spinta dal movimento Slow Food nato in Italia e da esempi come la cucina californiana di Alice Waters, che ha riportato i prodotti locali al centro.

Che cosa c’entra la biodinamica?
L’agricoltura biodinamica vede l’azienda come un organismo in cui animali, piante, suolo e persone collaborano. La diversità è centrale: invece di monocolture promuoviamo cicli integrati. Allevamento, coltivazioni, vigneti e frutteti si completano a vicenda. Nel Paradeis tutto ciò che il maso produce viene trasformato e portato in tavola.
Opportunità e sfide
La vicinanza tra agricoltura e cucina è una grande opportunità, ma richiede pianificazione e flessibilità. Quali quantità servono e in quale momento? In estate e autunno possiamo offrire il massimo, in inverno cuciniamo soprattutto per la cantinetta dei collaboratori.Le eccedenze vengono conservate, in salamoia, fermentate o cotte.
Fondamentale è il dialogo costante tra maso e cucina. Per i nostri cuochi significa adattare i piatti alle disponibilità stagionali: un processo vivo, che continuiamo a sviluppare.

La vostra visita al Paradeis
Scoprite questa connessione durante un pranzo all’Osteria Paradeis. Oppure partecipate alla visita guidata “Vino & Orto”: dopo una passeggiata tra i vigneti vi aspetta un menù che il nostro chef Nicola prepara con i prodotti di stagione, accompagnato dai vini in abbinamento.
Per il pranzo è necessaria la prenotazione del tavolo e per la visita guidata è richiesta la prenotazione.


