Per tre giorni il Borgo dei Gatti è la capitale europea dell’Alto Medioevo

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Dal 2 al 4 ottobre studiosi e accademici da tutta Europa nell’Oltrepò Pavese per il XXIV Congresso storico internazionale, a 1.100 anni dall’ascesa al trono di Ugo di Provenza

Per tre giorni Golferenzo diventa la capitale internazionale degli studi sull’Alto Medioevo. Dal 2 al 4 ottobre, sarà il Borgo dei Gatti, albergo diffuso nel cuore dell’Oltrepò Pavese e primo certificato da Regione Lombardia, a ospitare il XXIV Congresso storico internazionale della Fondazione CISAM (Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo), tra le più autorevoli istituzioni europee dedicate alla ricerca, alla didattica e alla divulgazione scientifica sul periodo medievale.

Studiosi e accademici arriveranno nel borgo pavese per celebrare l’undicesimo centenario dell’ascesa al trono, a Pavia, del re italico Ugo di Provenza, avvenuta nel 926, trasformando per tre giorni Borgo dei Gatti in un luogo di confronto e ricerca di respiro internazionale. Attiva dal 1952, la Fondazione CISAM ha costruito in oltre settant’anni un patrimonio scientifico di più di 1.100 volumi tra collane, atti congressuali e riviste specialistiche. Il congresso è organizzato dalla Fondazione CISAM con la collaborazione di Borgo dei Gatti, Associazione Super Fluvio Padi, Lions Club Le Vigne di Montù Beccaria, Rotary Club Oltrepò – Distretto 2050.

«Per tre giorni Borgo dei Gatti diventerà un luogo di studio, confronto e ricerca, portando a Golferenzo studiosi e accademici da tutta Europa. Ospitare un congresso di questa rilevanza significa tanto, vuol dire mettere il borgo e il territorio nelle condizioni di raccontare la propria storia, partendo da un legame profondo con alcuni dei grandi passaggi che hanno segnato il Medioevo europeo. È un’occasione per restituire all’Oltrepò Pavese anche il valore della sua identità culturale, oltre a quella paesaggistica ed enogastronomica» commenta Luigi Brega, founder di Borgo dei Gatti.

«Celebrare qui l’undicesimo centenario dell’ascesa al trono di Ugo di Provenza significa riportare la storia nei luoghi in cui quella storia si è costruita. L’Oltrepò Pavese occupava una posizione strategica, economica e difensiva, lungo un’area di confine che per secoli ha messo in relazione Pavia, Piacenza e i territori oggi compresi tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Il congresso permette di leggere un avvenimento del 926 attraverso la geografia, le vie di comunicazione e gli equilibri politici che rendevano quest’area centrale già in epoca longobarda e altomedievale» aggiunge Giancarlo Baruffi, presidente dell’Associazione Super Fluvio Padi, impegnata nella valorizzazione della storia locale, della cultura e delle vie storiche dell’Oltrepò Pavese.