Tra le vigne ancora fresche di primavera, immerse nel paesaggio ordinato e luminoso dell’Alto Adige, si è svolta l’edizione 2026 di Summa, ospitato dalla storica tenuta Alois Lageder nelle giornate dell’11 e 12 aprile. Appassionati, operatori del settore e produttori provenienti da 9 Paesi si sono ritrovati a Magrè sulla Strada del Vino per celebrare un’edizione che ha saputo coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità.
L’atmosfera, come da tradizione, è stata quella di un incontro informale ma altamente qualificato: tra i cortili storici della tenuta Alois Lageder e gli spazi degustazione, si è sviluppato un percorso sensoriale che ha messo in dialogo i 115 vignaioli presenti in questa edizione, selezionati secondo criteri rigorosi che privilegiano sostenibilità, identità territoriale e approccio artigianale alla produzione.


Particolare attenzione è stata dedicata ai vini biologici e biodinamici, segmento che continua a registrare una crescita significativa sia in termini di produzione sia di interesse commerciale. Diversi produttori hanno presentato annate recenti caratterizzate da profili aromatici più definiti e da una maggiore precisione tecnica, segno di un’evoluzione ormai matura del comparto. Tra i banchi di degustazione si è potuto osservare un ritorno a vinificazioni meno interventiste, con uso ridotto di solforosa e fermentazioni spontanee sempre più controllate grazie a protocolli di cantina avanzati.


Dal punto di vista professionale, Summa 2026 ha offerto anche momenti di approfondimento tecnico. Le masterclass hanno affrontato temi cruciali come l’adattamento al cambiamento climatico, con focus su gestione della chioma, selezione clonale e strategie di irrigazione di precisione. Interessante, in questo senso, l’intervento dedicato ai suoli ad alta biodiversità microbiologica, considerati sempre più determinanti per la resilienza delle vigne e per la complessità organolettica dei vini.
Non è mancato il confronto sul mercato: buyer e distributori hanno evidenziato una crescente domanda per etichette di nicchia, con forte tracciabilità e storytelling autentico. In questo contesto, eventi come Summa si rivelano piattaforme strategiche non solo per la promozione, ma anche per la costruzione di relazioni commerciali durature.


Dal punto di vista organizzativo, l’edizione 2026 si è distinta per una logistica efficiente e per una gestione attenta dei flussi di visitatori, con accessi contingentati e prenotazioni digitali che hanno migliorato l’esperienza complessiva. Anche l’offerta gastronomica, curata nei dettagli, ha contribuito a valorizzare i vini in degustazione attraverso abbinamenti mirati e coerenti con il territorio.
In definitiva, Summa si conferma non solo come evento di degustazione, ma come laboratorio culturale e tecnico del vino contemporaneo. Un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano, senza dimenticare le proprie radici, offrendo uno sguardo concreto su ciò che sarà il futuro dell’enologia europea.
di Bruno Musso





