Jacobacci dona alla Venaria il ritratto di Carlo Emanuele IV

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Si è svolta alla Reggia di Venaria, la cerimonia per la donazione del Ritratto in maestà di Carlo Emanuele IV, opera di Giovanni Antonio Maria Panealbo (Torino, 1742-1815).

Si tratta di un significativo dipinto che, in occasione dei suoi 150 anni di attività, la Jacobacci&Partners ha inteso omaggiare alla Reggia, che può così incrementare la sua collezione di opere dedicate al periodo sabaudo presente nel percorso di visita permanente.

Guido Curto, Direttore Generale del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, ha dichiarato: «Ringrazio sentitamente Jacobacci&Partners a nome del Presidente Michele Briamonte, di tutto il Consiglio di Amministrazione e mio personale di Direttore per questa preziosa donazione che contribuisce ad arricchire ulteriormente la nostra collezione di ritratti dedicati ai Savoia: un’iniziativa lodevole che testimonia al tempo stesso la fiducia e la credibilità di cui la Reggia fortunatamente gode anche presso enti ed istituzioni con intenti di mecenatismo culturale».

Enrica Acuto Jacobacci, Vice Presidente di Jacobacci & Partners, ha commentato: «La donazione del ritratto di Carlo Emanuele IV alla Reggia di Venaria è un passo importante nella celebrazione dei 150 anni di Jacobacci & Partners e nella collaborazione con la Reggia di Venaria. Per noi, l’arte è un patrimonio prezioso, da condividere. Per questo abbiamo creato una corporate collection aziendale, esposta nelle sedi Jacobacci di tutta Europa, e abbiamo festeggiato il nostro anniversario con una mostra fotografica, “150 anni di Omaggio all’Ingegno”, che rende visibili a tutti le opere che Mario Cresci ha realizzato per noi. Oggi, questa donazione rappresenta una conferma del nostro impegno a promuovere e condividere l’arte con il pubblico, dal momento che l’opera di Panealbo completerà in modo permanente la collezione dei sovrani sabaudi della residenza e sarà a disposizione di tutti».

In questo quadro il re Carlo Emanuele IV di Savoia (1751 – 1819), ultimo sovrano ad aver soggiornato presso la Reggia di Venaria, si presenta a figura intera con l’abito “in Maestà”, probabilmente l’ultimo ritratto sabaudo di questo genere dell’Antico Regime, relativo all’erede che fu re di Sardegna per pochi anni: dalla morte del padre Vittorio Amedeo III, nell’ottobre del 1796, fino all’abdicazione nel giugno del 1802, ma di fatto solo fino al dicembre del 1798, quando fu costretto a lasciare il Piemonte, e la Reggia di Venaria, in seguito all’occupazione dei Francesi.

Idealmente questo dipinto completa la serie di ritratti dinastici a figura intera del Sottogalleria (sala 2) – in comodato alla Reggia dal Castello di Racconigi – dove una decina di dipinti sono attribuiti al pittore torinese Panealbo, allievo di Carlo Francesco Beaumont, ma nella quale è mancante proprio l’immagine di Carlo Emanuele IV.

ll ritratto è in dialogo con quello prestigioso di Vittorio Amedeo II in maestà di Martin van Meytens esposto nella Sala del circolo della regina (sala 31) e con quello di Carlo Emanuele III a figura intera di Giuseppe Duprà nella parete di fronte.

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