Pane e dolci: l’81% degli italiani vuole prodotti più sani senza rinunciare al gusto
Il dato supera di quasi trenta punti la media europea, ferma al 53%. In un Paese che invecchia, con un’età mediana di 49,1 anni, la più alta dell’Unione europea, il bakery diventa un alleato della longevità: il 68% degli over 50 cerca dolci e prodotti di pasticceria più salutari. Il panificio artigianale resta il punto di riferimento per la qualità e il profumo è il primo segnale che orienta l’acquisto
Torino, 1° ottobre 2026 – Gli italiani non vogliono scegliere tra piacere e salute. L’81% preferisce prodotti da forno più salutari senza però ridurre i consumi né rinunciare alle occasioni in cui li mangia: un dato significativamente superiore a quello registrato in Europa, dove si ferma al 53%, e nel mondo, dove raggiunge il 58%.
È la fotografia scattata da Taste Tomorrow, la ricerca internazionale di Puratos, azienda di riferimento nella produzione e distribuzione di ingredienti, soluzioni e servizi innovativi per l’industria della panificazione, della pasticceria e del cioccolato. Lo studio, che monitora l’evoluzione dei gusti, delle abitudini e delle scelte dei consumatori, è stato presentato a Torino all’Allianz Stadium durante il BCI Experience 2026 (30 settembre – 1° ottobre), l’appuntamento che dal 2003 la multinazionale belga, con sede italiana a Parma, dedica al futuro del mondo bakery.
Taste Tomorrow è un vero e proprio ecosistema di ricerca che combina le interviste ai consumatori in 56 Paesi con il Trend Radar, il sistema che, grazie all’intelligenza artificiale semantica, monitora ininterrottamente le conversazioni online e le ricerche in rete. Quest’anno ai dati internazionali si è aggiunto un nuovo studio dedicato all’Italia, la Bakery Channel Exploration 2026, che analizza come e dove vengono acquistati pane e prodotti da forno nel nostro Paese.
Un Paese che invecchia e cerca il benessere a tavola
Il contesto demografico aiuta a comprendere molte delle scelte dei consumatori. L’Italia sta diventando il più anziano tra i grandi mercati alimentari europei: quasi un italiano su quattro ha 65 anni o più e la quota di bambini, all’11,9%, è la più bassa dell’Unione.
È proprio da questa trasformazione demografica che nasce il legame sempre più stretto tra gusto, salute e longevità. Il 68% degli over 50 dichiara infatti di preferire opzioni più salutari quando sceglie prodotti di pasticceria.
L’attenzione al benessere passa anche dall’intestino. L’81% dei consumatori del nostro Paese è interessato ad alimenti che ne migliorino il benessere, contro il 61% della media europea. Quando cercano prodotti salutari, nel caso del pane mettono al primo posto l’equilibrio nutrizionale, seguito dagli ingredienti naturali e, infine, proprio dalla salute intestinale.
Anche l’etichetta diventa quindi uno strumento importante nelle scelte d’acquisto. I valori più controllati sono gli zuccheri (52%) e i grassi (44%), seguiti da calorie e carboidrati (28%). Nella scelta del pane, però, la freschezza resta il primo criterio, davanti a gusto e prezzo.
Curiosi di sapori nuovi, fedeli al lievito madre
I consumatori della Penisola si confermano più aperti degli altri europei alle novità. Il 68% vuole provare combinazioni di gusto nuove o insolite, contro il 59% in Europa, mentre il 67% desidera assaggiare sapori esotici provenienti da altre parti del mondo.
Tra le tendenze globali cresce in particolare l’influenza della cucina asiatica, con un aumento del 103% delle menzioni online: dal matcha allo yuzu, fino al sesamo nero e al miso. Accanto ai nuovi sapori si diffondono anche consistenze inedite, come quella soffice dello shokupan, il pane in cassetta giapponese che sta conquistando città come Londra, Parigi, Amsterdam e Berlino.
Anche in questo caso l’Italia mostra una particolare apertura: il 74% degli intervistati ama provare cibi dalle texture diverse, contro il 67% degli europei.

La curiosità verso il nuovo, però, non cancella il legame con la tradizione. Il 54% del campione italiano ritiene che la fermentazione migliori il gusto degli alimenti e il lievito madre continua a estendersi a nuove preparazioni. In rete, le ricerche sull’impasto per pizza a lievito madre sono cresciute del 206%, mentre quelle sulla focaccia hanno registrato un aumento del 144%.
Cambiano, infine, anche i momenti di consumo. Gli orari tradizionali contano sempre meno e lo snack accompagna ormai l’intera giornata. Secondo i dati di mercato presentati al BCI, fa uno spuntino più di una volta al giorno il 60% della Generazione Z e il 58% dei Millennial. Crescono inoltre i prodotti che mescolano dolce e salato e che, proprio per la loro versatilità, possono essere consumati in qualsiasi momento.
Il panificio artigianale resta il punto di riferimento
La nuova indagine sui canali di vendita mostra che, nel nostro Paese, il pane continua a rappresentare un rituale quotidiano, ma assume significati differenti nel corso della settimana.
Nei giorni feriali risolve il pasto ed è scelto soprattutto per praticità; nel fine settimana diventa invece un momento di piacere e condivisione, dalla colazione del sabato al pranzo in famiglia. Sono quindi le occasioni di consumo, più ancora dei canali di acquisto, a guidare le scelte.
In questo scenario ogni canale svolge un ruolo preciso. Il panificio artigianale fissa lo standard di qualità: il 70% degli italiani preferisce prodotti realizzati da artigiani in un negozio locale e il 75% sceglie prodotti da forno con ricette o metodi di produzione autentici.
Le catene di panifici occupano una posizione intermedia e vengono apprezzate soprattutto per varietà e comodità, ma rischiano di essere percepite come troppo industriali. Il supermercato, invece, viene scelto principalmente per praticità e prezzo, più per necessità che per desiderio.
Chi fa la spesa riconosce la qualità artigianale anche quando non conosce nel dettaglio ingredienti e processi produttivi. Il primo segnale è il profumo (49%), seguito dalla consistenza (47%) e dall’aspetto (38%).
Sono proprio questi elementi a determinare anche la disponibilità a spendere di più: naturalità degli ingredienti e freschezza (35% ciascuna), artigianalità (27%), ingredienti che fanno bene alla salute (22%) e tracciabilità (18%).
La ricerca individua inoltre un’occasione di consumo ancora poco servita: la cena dei giorni feriali, quando il supermercato è spesso l’unico canale disponibile e l’offerta non risponde pienamente alle aspettative dei consumatori. È qui che, secondo lo studio, l’industria può trovare un’opportunità di crescita, portando su larga scala i segnali di freschezza e autenticità tipici dell’artigiano.

Sostenibilità, un valore che non arretra
Resta alta anche l’attenzione all’ambiente. Due consumatori su tre (67%) sono interessati a prodotti alimentari provenienti da agricoltura sostenibile e il 64% cerca alimenti che garantiscano un prezzo equo agli agricoltori.
Le priorità cambiano a seconda del comparto: per il pane è fondamentale ridurre gli sprechi, per la pasticceria il packaging sostenibile, mentre per il cioccolato assumono particolare importanza i programmi di sostenibilità della filiera del cacao.
Anche le conversazioni online confermano questa attenzione: le ricerche sul cioccolato da fonti sostenibili sono cresciute del 182%.
Due giornate tra geopolitica, longevità e intelligenza artificiale
Il BCI Experience ha riunito all’Allianz Stadium esperti e professionisti del settore per due giornate di interventi, degustazioni e workshop, mettendo a confronto analisi di mercato, innovazione, nutrizione e nuove tecnologie.
Ad aprire e guidare le due giornate è stato Marco Ampollini, Sales Director Industry Channel di Puratos Italia. La prima giornata è entrata nel vivo con l’analisi degli scenari globali di Dario Fabbri, analista geopolitico e direttore di Domino.
I dati di Taste Tomorrow sono stati presentati da Valentina Bianchi, Marketing Director di Puratos Italia, ed Ellen De Roock, Product Communication Manager di Puratos Group, mentre Sara De Pelsmaeker, Group Health & Well-Being Director di Puratos Group, ha approfondito il ruolo del bakery in un invecchiamento più sano.
Dopo la Food Experience con due workshop dal vivo, la giornata si è conclusa con la Stadium Experience, la visita al museo e la cena.
Il 1° ottobre i lavori sono ripresi con il keynote di Giuseppe Stigliano, professore di Marketing strategico alla UCL School of Management di Londra, imprenditore e advisor strategico, dal titolo “Il futuro non è più quello di una volta”.
Nanno Palte, Group Marketing Intelligence di Puratos Group, ha illustrato che cosa si aspetta oggi dal bakery il consumatore italiano, mentre Francesco Porri, managing director e fondatore di Fortop Italia, ha analizzato come l’intelligenza artificiale sta cambiando il comportamento dei consumatori.
A chiudere l’evento è stata la tavola rotonda con Alberto Molinari, CEO di Puratos Italia, moderata dal professor Massimiliano Bruni.

HANNO DETTO
«Il BCI è nato più di vent’anni fa con un obiettivo che non è cambiato: mettere a disposizione dei professionisti del settore gli strumenti per anticipare il mercato – sottolinea Marco Ampollini, Sales Director Industry Channel di Puratos Italia –. Quest’anno abbiamo scelto una formula nuova, che unisce ai dati della ricerca l’analisi degli scenari globali, la scienza della nutrizione e l’intelligenza artificiale, insieme all’esperienza diretta dei prodotti nei workshop. È un luogo di confronto in cui artigiani, industria e distribuzione possono ragionare insieme su come cambiano i consumatori e trasformare queste indicazioni in innovazione concreta».
«Il consumatore italiano ci dice con chiarezza che non intende scegliere tra gusto e salute – spiega Valentina Bianchi, Marketing Director di Puratos Italia –. Otto italiani su dieci vogliono prodotti più sani senza rinunciare a nessuna occasione di consumo: è una richiesta molto più forte che nel resto d’Europa ed è legata anche a una popolazione che invecchia e presta sempre più attenzione al proprio benessere. Allo stesso tempo si dimostrano curiosi e aperti a sapori e consistenze nuove, purché ci sia sempre un elemento di familiarità. Taste Tomorrow ci aiuta a leggere questi segnali in anticipo e a trasformarli in soluzioni concrete per i nostri clienti».
«Con il BCI Experience abbiamo voluto offrire ai professionisti del settore non solo dati, ma una chiave di lettura per le scelte dei prossimi anni – afferma Alberto Molinari, CEO di Puratos Italia –. La ricerca conferma che il panificio artigianale resta il punto di riferimento per la qualità e che i consumatori la riconoscono dal profumo, dalla consistenza e dall’aspetto del prodotto. La sfida per tutto il comparto, dall’artigiano all’industria fino alla grande distribuzione, è portare questi segnali di freschezza e autenticità in ogni canale e in ogni momento della giornata. È su questo che Puratos continuerà a lavorare al fianco dei propri clienti, investendo in ricerca e innovazione».


