Torna Barolo en Primeur, il 23 ottobre al Castello di Grinzane Cavour, all’asta anche bottiglie storiche

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Sesta edizione dal Castello di Grinzane Cavour, in collegamento live con Londra e New York, battuta da Christie’s. In asta 15 barrique di Barolo Gustava 2025 e i lotti comunali di Barolo e Barbaresco donati dalle cantine del Consorzio. Novità 2026: per la prima volta all’asta anche bottiglie storiche, con annate fino al 1996. Sul palco il comico Federico Basso.
L’artista venezuelana Sol Calero firma l’etichetta con l’opera “Paisaje de vino”.

Torna Barolo en primeur, il progetto di responsabilità sociale promosso da Fondazione CRC e Fondazione CRC Donare ETS insieme al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. La sesta edizione dell’asta benefica internazionale è in programma venerdì 23 ottobre 2026 al Castello di Grinzane Cavour, dopo un 2025 da record che ha portato a raccogliere 1.130.300 euro.

Il bilancio delle prime cinque edizioni supera così i 4,5 milioni di euro destinati a quasi 100 progetti sociali e culturali, in Italia e all’estero. Un percorso di crescita costante, iniziato nel 2021 con 666 mila euro e proseguito con gli 834 mila euro del 2022, gli 877 mila del 2023 e il milione e 27 mila del 2024, fino al risultato record raggiunto lo scorso anno.

A guidare l’asta sarà Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia, che batterà 14 barrique di Barolo Gustava dell’annata 2025. Il vino proviene dalla storica Vigna Gustava, situata ai piedi del Castello di Grinzane Cavour e già vitata ai tempi del Conte Camillo Benso. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta anche a Londra e New York, due dei principali mercati internazionali del fine wine.

Una quindicesima barrique sarà invece protagonista domenica 8 novembre, in occasione dell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, sempre da Grinzane Cavour e in collegamento live con Hong Kong. A caratterizzare la serata del 23 ottobre sarà inoltre la presenza di Federico Basso, artista performativo che accompagnerà l’assegnazione dei lotti con i suoi interventi non convenzionali.

In asta anche bottiglie storiche

La sesta edizione introduce anche una novità: per la prima volta Barolo en primeur propone all’incanto alcune bottiglie storiche. Sono 31 pezzi, con annate che arrivano fino al 1996 e comprendono anche le celebri 2010 e 2016. Tra i lotti figurano inoltre una verticale di tre annate consecutive di Cannubi, dal 2009 al 2011, e il 5 litri di Bussia 2012.

Le bottiglie rientrano nei 7 lotti comunali di Barolo e Barbaresco, realizzati grazie alle donazioni di 39 cantine del Consorzio. Sei lotti sono dedicati ai grandi comuni del Barolo — Barolo, La Morra, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Castiglione Falletto, Verduno e Novello — mentre un settimo lotto è dedicato al Barbaresco e comprende i comuni di Barbaresco, Neive e Treiso.

Complessivamente si tratta di 681 bottiglie, per oltre 660 litri di vino. Il catalogo comprende bordolesi, 112 magnum, 28 doppi magnum e un esemplare da 5 litri, con etichette che attraversano alcune delle menzioni geografiche più note delle due denominazioni: da Cannubi a Bussia, da Villero a Vignarionda, dalle Rocche dell’Annunziata a Ginestra.

La parte principale dei lotti comunali resta comunque affidata all’annata 2025, con 630 litri complessivi. Anche il ricavato di questi lotti, insieme a quello delle barrique, sarà destinato ai progetti solidali sostenuti da Barolo en primeur.

La certificazione digitale della Vigna Gustava

Prosegue anche nel 2026 l’impegno sul fronte dell’autenticità e della tracciabilità delle bottiglie di Vigna Gustava. Ogni bottiglia sarà infatti dotata del tag NFC di certificazione digitale “Autentico NFC”, realizzato da Tesisquare attraverso il suo IoT Competence Center Elision in collaborazione con la PMI innovativa Autentico Srl.

Il dispositivo, invisibile sotto l’etichetta e leggibile attraverso qualsiasi smartphone, contiene un codice univoco e crittografato, progettato per non poter essere clonato. Il sistema consente di verificare origine, tracciabilità e integrità di ogni bottiglia e permette inoltre di accedere a una scheda digitale contenente le note organolettiche di Donato Lanati, il giudizio en primeur di Antonio Galloni e una webcam live sulla Vigna Gustava e sul Castello.

Aperta a chiunque, sarà possibile effettuare offerte scritte o partecipare telefonicamente all’asta, scaricando gli appositi moduli dal sito www.fondazionecrcdonare.it

“In cinque edizioni abbiamo raccolto oltre 4,5 milioni di euro e sostenuto quasi cento progetti che mettono al centro le persone e operano in ambito sanitario, sociale, educativo e culturale” dichiara Giuliano Viglione, Presidente di Fondazione CRC Donare ETS. “Barolo en primeur nasce con un forte radicamento territoriale e ha saputo aprirsi al mondo, come dimostrano le offerte che ogni anno arrivano da New York, Londra e Hong Kong. La sesta edizione conferma un modello di filantropia di comunità che non ha eguali: qui ogni euro battuto all’asta si trasforma interamente in valore sociale”.

Barolo en Primeur conferenza stampa

“Il vino sta attraversando un momento di profondo cambiamento: consumi in evoluzione e mercati storici più complessi da leggere”, afferma Sergio Germano, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. “Ma è proprio in momenti come questo che si misura la forza di una denominazione: l’indice Liv-ex Italy 100, quello relativo ai fine wine italiani, è in positivo mentre il mercato mondiale arretra, con i produttori nostrani nella classifica dei più influenti al mondo che sono raddoppiati in sette anni. Anche la vigna ci dà fiducia: quest’anno la vendemmia ha premesse molto interessanti. Il nostro compito è quindi quello di raccontare il vino come alimento, cultura e territorio. Barolo en primeur è la sintesi più alta di questa visione: le Langhe che fanno squadra e mettono il proprio vino al servizio della solidarietà”.

Il Barolo Vigna Gustava e l’annata 2025

Dietro le barrique c’è il lavoro dell’enologo Donato Lanati, autorità internazionale nel settore, che ha suddiviso la Vigna Gustava tenendo conto di esposizione, altitudine ed età delle viti. Ogni porzione è stata vinificata separatamente, con l’obiettivo di valorizzarne le caratteristiche e dare vita a vini dotati di una personalità distinta.

Castello di Barolo

Da ciascuna barrique nasceranno 270 bottiglie di Barolo. Le bottiglie potranno essere consumate o immesse sul mercato una volta completati i 38 mesi minimi di invecchiamento previsti dal disciplinare.

A raccontare le caratteristiche dell’annata è stato Antonio Galloni, CEO di Vinous e critico enologico di fama internazionale. Secondo la sua valutazione, il 2025 rappresenta il ritorno a una stagione regolare ed equilibrata, lontana sia dal caldo intenso e dalla siccità del 2022 sia dalle piogge che avevano preceduto la vendemmia del 2024.

Il Nebbiolo è stato raccolto il 29 settembre, con tutte le parcelle vendemmiate nell’arco della stessa giornata. Il risultato è un’annata costruita su freschezza, tensione e nitidezza espressiva, capace di mettere in evidenza le differenze tra le varie parcelle della Vigna Gustava in termini di esposizione, altitudine e caratteristiche del suolo.

L’etichetta d’artista

Il rapporto con l’arte è una componente centrale di Barolo en primeur fin dalla sua prima edizione. Ogni anno, infatti, l’etichetta è stata affidata a un artista internazionale: Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Otobong Nkanga, Susan Philipsz e Giulia Cenci.

Per il 2026 la firma è quella di Sol Calero (Caracas, 1982), artista venezuelana di base a Berlino. Finalista del Preis der Nationalgalerie nel 2017, Sol Calero ha partecipato alla 60ª Biennale di Venezia (2024) ed esposto in importanti istituzioni internazionali, tra cui la Tate Liverpool e il MASP di San Paolo.

Il legame con il Piemonte è già presente attraverso un’opera permanente, “La Cantina de Guarene”, realizzata nel Parco d’Arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, nel Roero.

L’opera scelta per l’etichetta, intitolata “Paisaje de vino”, propone una veduta notturna delle Langhe. Le colline e i filari si sviluppano attraverso livelli sovrapposti di verde, turchese, viola e blu, mentre una luna luminosa occupa il centro della composizione. Forme dorate e color lavanda richiamano allo stesso tempo stelle e grappoli d’uva.

La scelta di Sol Calero si inserisce nella collaborazione con Alba Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027, progetto che accompagnerà anche la prossima edizione di Barolo en Primeur.

Barolo en Primeur conferenza stampa
Castello di Grinzane Cavour