Tre Bicchieri al Barolo DOCG Zinzasco 2022 di Diego Morra

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Il riconoscimento della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso premia il Barolo DOCG che racconta il percorso della cantina, nata nel 2006, e la sua interpretazione delle colline tra Verduno e La Morra

È il primo Tre Bicchieri della storia di Diego Morra: a conquistare il massimo riconoscimento della Guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso è il Barolo DOCG Zinzasco 2022, un vino che più di ogni altro racconta il percorso della cantina e la sua idea di Barolo.

La storia di Diego Morra nel mondo del vino prende forma nel 2006, esattamente vent’anni fa, quando nacque ufficialmente l’azienda che nel tempo ha costruito la propria identità attraverso una lettura personale delle colline di Verduno. È in questo percorso che prendono forma anche i due Barolo DOCG che ne hanno accompagnato la crescita: Monvigliero e Zinzasco, le cui prime annate risalgono al 2011.

Da allora, lo Zinzasco è rimasto uno dei vini centrali della produzione. Un Barolo DOCG che riunisce in un’unica interpretazione uve provenienti da differenti vigne e che, attraverso il lavoro della cantina, mette in relazione le diverse anime di un territorio particolarmente vocato.

Il nome Zinzasco affonda le proprie radici nella geografia e nella storia del territorio. È un antico toponimo della Langa del Barolo, legato alla presenza del Rio Zinzasco, corso d’acqua che attraversa l’area compresa tra Verduno e Roddi e che dà il nome anche al sentiero che percorre questo paesaggio, da cui si scorgono anche alcuni dei vigneti che compongono il panorama aziendale di Diego Morra, come ad esempio San Lorenzo di Verduno e Castagni. Un nome profondamente legato alla terra, dunque, e a un paesaggio nel quale vigneti e aree boschive convivono armoniosamente con noccioleti, pioppi, querce e tartufaie.

«Abbiamo scelto di chiamare questo Barolo DOCG Zinzasco perché volevamo che il suo nome raccontasse la terra da cui nasce – racconta Diego Morra –. È un nome antico, legato all’acqua, al paesaggio e alla storia di questo territorio. Il sentiero Zinzasco richiama una natura ancora molto presente. È questa complessità che volevamo evocare: un territorio fatto di tante componenti, che nel vino trovano un equilibrio».

DUE COMUNI, UNA SOLA INTERPRETAZIONE

Il Barolo DOCG Zinzasco nasce dalla volontà di riunire in un unico vino le diverse espressioni dei vigneti di Diego Morra tra Verduno e La Morra. Non è quindi la singola MGA a essere messa in primo piano, ma la capacità di ricondurre differenti parcelle e differenti sfumature territoriali a un linguaggio comune.

«Per noi lo Zinzasco sintetizza il nostro modo di fare Barolo – prosegue Diego Morra –. Un Barolo DOCG classico, nel senso più autentico del termine, nel quale vogliamo far emergere la mano della cantina. Da Verduno arrivano la freschezza, le note floreali e speziate; La Morra porta il frutto rosso e una componente più intensa, morbida e avvolgente. Insieme danno vita a un vino nel quale, vendemmia dopo vendemmia, abbiamo costruito e consolidato il nostro stile».

La scelta di costruire lo Zinzasco attraverso il frutto di diverse vigne riflette quindi una filosofia precisa: valorizzare le differenze senza perdere l’unità, armonizzando in un solo Barolo DOCG le peculiarità di luoghi diversi ma appartenenti allo stesso paesaggio.

Il Barolo DOCG Zinzasco 2022 diventa così il punto di arrivo di un percorso iniziato vent’anni fa e consolidatosi vendemmia dopo vendemmia. Dalla prima annata del 2011 fino al riconoscimento del Gambero Rosso, il vino ha accompagnato l’evoluzione di Diego Morra mantenendo al centro la stessa idea: leggere il territorio attraverso il Nebbiolo e restituirne una versione riconoscibile, personale e coerente.

Il Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2027 rappresenta un traguardo particolarmente significativo per la cantina: nel ventennale dalla fondazione, il riconoscimento arriva sul vino che, più di ogni altro, ne custodisce la storia e ne sintetizza la visione produttiva.

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