Una storia lunga 50 anni: il Safari Park di Pombia festeggia l’anniversario e guarda al futuro

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In occasione del cinquantesimo anniversario del Parco si è svolta oggi una giornata di appuntamenti dedicati al benessere degli animali, alla tutela della biodiversità e al ruolo in continua evoluzione dei moderni giardini zoologici. Il Safari Park registra circa 170.000 visitatori annuali e ospita quasi 500 animali appartenenti a 150 specie.

Mezzo secolo di storia, di evoluzione e di impegno per la tutela della fauna. Il Safari Park di Pombia ha celebrato venerdì 24 luglio 2026  il suo 50° anniversario con una giornata di festa che ha riunito istituzioni, esperti del settore, operatori e visitatori, trasformando la ricorrenza in un’occasione per ripercorrere il cammino del Parco e guardare ai progetti dei prossimi anni. Accanto alla cerimonia istituzionale, il pubblico ha potuto partecipare a una serie di incontri dedicati alla divulgazione scientifica, al benessere animale e alla conservazione della biodiversità.

Cinquant’anni fa, nel 1976, grazie alla visione di Angelo Lombardi, nasceva uno dei primi zoo safari del Nord Italia. Da allora il Safari Park ha attraversato una lunga trasformazione, diventando una delle principali realtà zoologiche e ricreative del Paese. Oggi il Parco propone un’offerta che unisce il safari in automobile, il percorso faunistico pedonale e un’ampia area divertimenti, con l’obiettivo di coniugare intrattenimento, educazione ambientale e tutela delle specie.

Assessore della Regione Piemonte Marina Chiarelli

A guidare gli interventi della mattinata è stata Nadia Mantovani, responsabile della didattica del Parco Faunistico Le Cornelle. Sul palco si sono alternati Charlen De Rocchi, in rappresentanza del Gruppo Sant’Eleonora 1924, proprietario del Safari Park di Pombia, Nicola Arlunno, sindaco di Pombia; Pietro Palmieri, Consigliere con Delega a Viabilità, Lavori pubblici, Verde e manutenzioni (area nord-est), Rapporti istituzionali con Enti Parco della Provincia di Novara; gli assessori della Regione Piemonte Marina Chiarelli (Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili), Daniela Cameroni (Istruzione e Merito, Diritto allo Studio Universitario, Formazione professionale e Rapporti con le società a partecipazione regionale) e Matteo Marnati (Ambiente, Innovazione e Ricerca), oltre al presidente dell’UIZA – Unione Italiana Zoo e Acquari, Cesare Avesani Zaborra che è intervenuto attraverso un videomessaggio..

Non sono mancati gli interventi di chi vive quotidianamente il Parco, Pietro Ciaccia, responsabile keeper, Andrea Mauri, medico veterinario della struttura e uno studente universitario che ha dedicato la propria tesi di laurea al Safari Park.

Le celebrazioni hanno coinvolto anche i visitatori, che durante tutta la giornata hanno potuto partecipare a incontri divulgativi organizzati dai keeper. Attraverso dimostrazioni e approfondimenti sono stati illustrati il training animale, gli arricchimenti ambientali, il ruolo delle voliere nei programmi di conservazione e il recupero di esemplari provenienti da sequestri illegali. Un’occasione per mostrare il lavoro quotidiano svolto all’interno della struttura e far comprendere quanto impegno sia necessario per garantire il benessere degli animali ospitati.

Una delle tappe più importanti della storia recente del Safari Park risale al 2022, quando la gestione è passata alla famiglia De Rocchi. Da quel momento è stato avviato un articolato piano di rilancio che ha interessato numerosi aspetti del Parco: nuovi investimenti nelle strutture, la realizzazione di habitat più moderni, il potenziamento delle attività didattiche, l’apertura della Safari Beach, l’ampliamento dell’area divertimenti e l’introduzione di nuovi servizi destinati ai visitatori. Il Safari Park accoglie ogni anno circa 170.000 visitatori e ospita quasi 500 animali, appartenenti a 150 specie tra mammiferi, uccelli, rettili e specie acquatiche.

Tra gli obiettivi prioritari della struttura continua a esserci la conservazione della biodiversità. Il Safari Park partecipa ai programmi di conservazione ex situ (EAZA Ex-situ Programmes) e sostiene parallelamente numerosi progetti internazionali di tutela delle specie in ambiente naturale. Tra quelli di maggiore rilievo figurano le iniziative dedicate all’antilope addax, considerata una delle antilopi più rare del pianeta, all’asino somalo, specie classificata a rischio di estinzione e inserita in programmi coordinati di allevamento conservativo, all’antilope roana e all’elefante indiano, per il quale il Parco ha realizzato importanti investimenti infrastrutturali. Sul fronte della conservazione in natura, il Safari Park sostiene inoltre progetti dedicati al cobra reale e alla tutela dei primati dell’Africa occidentale.

Negli ultimi tre anni il percorso di crescita è proseguito con la realizzazione di dieci nuovi habitat, progettati per migliorare ulteriormente gli standard di benessere animale e consentire l’arrivo di nuove specie. Tra gli ultimi ingressi figurano il leopardo melanico e un serval africano, affidato recentemente al Parco dopo essere stato sequestrato. Un risultato particolarmente significativo è arrivato anche dai programmi di conservazione: la nascita di due gufi siberiani, avvenuta nell’ambito di un progetto internazionale di monitoraggio, rappresenta infatti, ad oggi, l’unica riproduzione registrata in Italia.

Guardando al futuro, il Safari Park punta a consolidare il percorso intrapreso negli ultimi anni. A ribadirlo è stato Charlen De Rocchi, del Gruppo Sant’Eleonora 1924, che nel suo intervento ha sottolineato il valore del traguardo raggiunto e le prospettive della struttura: “Cinquant’anni sono un traguardo che racconta una storia importante, ma anche l’inizio di una nuova fase di crescita. Il nostro obiettivo è continuare a far evolvere il Safari Park valorizzando le sue tre anime – safari, parco faunistico e area divertimenti – unite da un unico filo conduttore: il rispetto per gli animali e la natura. In questi anni abbiamo investito in nuovi habitat, nel benessere animale e nell’offerta educativa, perché crediamo che un moderno giardino zoologico debba essere un luogo capace di emozionare, far conoscere e contribuire concretamente alla conservazione della biodiversità. Grazie a tutti coloro che hanno condiviso questo percorso insieme a noi.”

Il Safari Park di Pombia è oggi parte del Gruppo Sant’Eleonora 1924, la più grande realtà italiana a conduzione familiare impegnata nella gestione di parchi zoologici, parchi divertimento, parchi acquatici e strutture ricettive. Attraverso i poli di Pombia (NO)Valbrembo (BG) e Fasano (BR), il Gruppo ospita complessivamente circa 200 specie animali e partecipa a numerosi programmi nazionali e internazionali dedicati alla conservazione delle specie minacciate.

Nel 2024 il Gruppo  ha registrato un fatturato di 32 milioni di euro, destinando 7 milioni di euro a investimenti per il miglioramento delle strutture, la realizzazione di nuovi habitat e l’innalzamento degli standard di benessere animale. Il Gruppo conta circa 900 collaboratori, tra keeper, veterinari, etologi, ricercatori e professionisti provenienti da tutto il mondo, e collabora stabilmente con università, enti scientifici e giardini zoologici europei nelle attività di ricerca, formazione e conservazione della biodiversità.

L’ingresso del Safari Park di Pombia nel Gruppo, perfezionato nel 2022, ha dato il via a un articolato piano di sviluppo che ha ridefinito il volto del Parco. Gli interventi hanno interessato il rinnovamento delle aree faunistiche, l’ampliamento dell’offerta di attrazioni e servizi, il potenziamento delle attività didattiche e la realizzazione della Safari Beach. Un percorso di crescita che ha consolidato il ruolo della struttura, affermandola tra i principali poli zoologici e ricreativi del Nord Italia.

di Bruno Musso